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luglio 20, 2021 - Santarcangelo Festival

Ha chiuso con successo l’ultimo atto di Santarcangelo Festival 2050

FUTURO FANTASTICO (II MOVIMENTO) 
Festival mutaforme di meduse, cyborg e specie compagne

HA CHIUSO CON SUCCESSO L’ULTIMO ATTO DI #Santarcangelo #festival 2050 CON CUI SI CONCLUDE ANCHE LA DIREZIONE ARTISTICA DEI MOTUS

Con un grande successo di pubblico si è chiuso domenica 18 luglio 2021 l’ultimo atto di #Santarcangelo #festival 2050, il cinquantenario della più longeva manifestazione italiana dedicata alle arti della scena contemporanea, iniziato a luglio 2020. In questo secondo movimento, più di 15.000 presenze agli spettacoli (7829 biglietti venduti) in 11 giorni di programmazione per un totale di 191 appuntamenti di cui 113 a pagamento e 78 gratuiti, che hanno fatto registrare in molti casi il tutto esaurito a pochi giorni dall’apertura delle vendite online (14 giugno) e richiesto l’aggiunta di alcune repliche straordinarie. 

Con questa edizione 2021 dal titolo Futuro Fantastico (II movimento). #festival mutaforme di meduse, cyborg e specie compagne si conclude anche la direzione artistica di #enricocasagrande e #danielanicolodimotus, che hanno dato vita a un’intensa programmazione tra teatro, danza, #arte, cinema, #musica, antropologia con la partecipazione di 51 compagnie, per un totale di 271 artiste e artisti, a cui si aggiungono i 55 giovani partecipanti al progetto How To Be Together, che hanno animato per tutta la durata del #festival il villaggio temporaneo eco-sostenibile nel Parco Baden-Powell. 

49 spettacoli (160 repliche in totale), 8 concerti, 8 proiezioni di film più una maratona cinematografica di 12 ore, 2 lecture, 8 incontri e presentazioni, 11 dj-set, 11 laboratori, 1 mostra, 1 installazione, 4 serate di liscio in piazza, 4 giorni di mercatino vintage in centro (Garage Sale), per un’unica opera corale, diffusa in 26 spazi #spettacolo, che ha ritrovato la sua dimensione internazionale e una forte apertura a processi partecipativi in luoghi pubblici, dalla piazza al paesaggio naturale, tutti attraversati dalla forza magica, irrequieta e mutaforme che incarna lo spirito del #festival per sua natura in transizione, scambio e ibridazione continua. 

La platea, sempre più numerosa, giovane e internazionale, ha visto l’arrivo di 140 operatori culturali, di cui 43 internazionali, 87 giornalisti accreditati tra stampa nazionale e internazionale, e 150 partecipanti ai workshop. La realizzazione di questa edizione di #Santarcangelo #festival ha impegnato uno staff di 120 persone, tra i quali hanno offerto il proprio prezioso contributo 20 stagiste e stagisti, 15 volontarie e volontari.

Scrive la direzione artistica il giorno dopo la conclusione del #festival: “Attraversiamo una #Santarcangelo semi-vuota, come sempre in bicicletta sotto al sole che è tornato a bruciare, per andare a incontrare lo staff affaticato dall’intensità di queste giornate “fantastiche” (e dall’ultimo party di addio a tant* artist* e ospit* in partenza). Sentiamo una strana – esausta – euforia perché lentamente realizziamo che (con un NOI allargatissimo) siamo riuscit* davvero a fare accadere un progetto scritto e riscritto centinaia di volte, che ha richiesto due anni e mezzo di preparazione, se si pensa al momento in cui abbiamo ricevuto l’incarico per la direzione artistica del cinquantennale. Non possiamo essere noi a trarre conclusioni o fare autoanalisi, le lasciamo allo sguardo e ai corpi di chi ha attraversato questi 11 giorni, chi li ha vissuti tutti, chi solo in parte, chi ha colto tracce (perché non c’erano più biglietti) di quella che per noi è una grande ‘mappa del cuore’ (citando un bello #spettacolo che abbiamo ospitato nell’edizione 2020) riuscendo comunque  a ‘mettere in risonanza le corde dell’immaginazione’ come ha scritto Andrea Zangari di Teatro e Critica  in una bella recensione di Ultraficción de El Conde de Torrefiel. Ci hanno chiesto di scrivere un commento, un ringraziamento (e di fondo anche un addio), e che dire? Ci sarebbe da scrivere un libro, anche solo su come il #festival è stato vissuto e agito dai 55 abitanti temporanei del campo How To Be Together: all’incontro finale si suggeriva di eliminare How, ma lasciare solo To Be Together, perché così è stato questo #festival, una collisione pacifica e un po’ sciamanica di corpi diversi e gioiosamente liberati (le dee della terra e i tamburi di Grand Bois ci hanno protetto anche dal maltempo impellente!), una comunità iridescente che si è riunita e riconosciuta, e ha davvero pulsato all’unisono con le opere delle artiste e artisti meravigliosi che, sì, siamo invece orgogliosi di aver invitato in questo ‘groviglio di temporalità e biografie differenti, nella speranza che diventi anche un groviglio politico capace di generare nuova realtà’, come ha scritto Ilenia Caleo. Ci auguriamo che questi 11 giorni siano schermo e rumorosa resistenza al vento di restaurazione culturale che avanza, si propaga dall’alto delle maldestre politiche culturali del nostro ministero, che se non coglie i segnali potenti che anche una nuova generazione germogliante sta rilasciando, rischia di far ammuffire tutto come la sala chiusa del Teatro Valle occupato abbandonata all’incuria. Quindi continuiamo a creare prodigiose confluenze, sempre più allargate anche a chi teatro non lo fa, ma lo scoprirà incontrandolo. Grazie!